La storia
Il palazzo, la famiglia, i saloni.
Storia del castello
Conosciuto anche come Palazzo Porcellaga, dal cognome del nobile Ottaviano che lo fece costruire come residenza fortificata sostitutiva del Castello di Rovato. [DA CONFERMARE: data di costruzione] Nei testi del sito attuale compaiono il 1560, «dimora del 1500», «castello del 1600» e, in inglese, «17th century».
È uno degli ultimi esempi di queste architetture: cinta muraria a pentagono irregolare con mura sottili, cinque torrioni agli angoli e una torre di quattro piani all’interno. Per la costruzione fu usata la pietra «serena» dell’area del Lago d’Iseo (pietra di Sarnico).
Nonostante parte del castello sia privata, è possibile visitare alcune sale, tra cui la Sala Grottesca e il Salone. [DA CONFERMARE: superficie saloni]
Sala delle Colonne
Fabbricato a parte, probabilmente la costruzione più antica e importante. Parzialmente interrata, copertura a volta, tre navate. Il corpo delle cantine è un unico spazio a volte a crociera, su otto pilastri in pietra di Sarnico. Il basamento dei pilastri si ispira all’ordine tuscanico (toro e listello). Il fusto si rastrema di circa 1,5 cm ogni 50 cm; l’altezza è circa sei volte il modulo della base.
Sala Grottesca
Le decorazioni prendono il nome dalle maschere grottesche della cornice superiore. Sono ottocentesche, a tempera, con un sistema oggi detto «a stencil». Come adesivo si usava il tuorlo d’uovo.
Parti lasciate libere, dipinte a mano: sopra le porte, in verde veneziano, le quattro stagioni, con l’estate sopra al camino. Al centro del soffitto la dea Minerva con una civetta. Il pavimento alla veneziana è un mosaico di piccoli pezzi di marmo, tipico del periodo veneto.
La famiglia
I proprietari sono Marco e Anna. Marco Mazza guida le visite in giardino e l’azienda agricola, vivaista specializzato nella coltivazione di rose.